Di seguito si riportano sintesi degli obiettivi di alcune delle città strategiche liberamente tratti dai rispettivi siti internet

Trento vuole trasformarsi in modo equilibrato e vuole crescere dal punto di vista economico, sociale e territoriale secondo un’idea di limite e di compatibilità.Vuole essere una “città delle opportunità”. Per questo vuole:

  • dare valore alla sua identità, alle sue vocazioni, all’ambiente, ai caratteri che rendono unico il suo territorio;
  • mettere al centro la conoscenza e la risorsa umana;
  • difendere i diritti di tutti e di ciascuno e promuovere la qualità dei servizi;
  • riaffermare la cultura del lavoro e dell’impresa, essere aperta all’innovazione, essere protagonista nella scostruzione di un’Europa delle città e dei cittadini, ma anche nell’appartenenza responsabile ad una dimensione planetaria.

Per Torino l´economia della conoscenza è lo snodo su cui si regge il 2° Piano Strategico, il cui primo volume di direzioni e obiettivi viene pubblicato nel luglio 2006. Organizzato in 4 aree tematiche, 12 direzioni d’intervento e 54 obiettivi, il Piano indica un ventaglio di opportunità che si possono cogliere.

Per Perugia , conservando lo stretto legame con le tradizioni, occorre aprire una fase di decisa innovazione per costruire il futuro. Certamente una fase di concretezza fondata su solide scelte amministrative e azioni realistiche, ma anche di fantasia, di fiducia, di ricerca di prospettive più ampie. Alla quotidiana gestione della città vogliamo affiancare una progettualità che allarghi gli orizzonti e impegni i perugini a ripensare la loro dimensione urbana.
La Perugia che vogliamo e’ una città dinamica, accogliente, prospera, accessibile più di quanto non sia già. Un luogo confortevole in cui vivere e lavorare, in cui produrre ricchezza e cultura, in cui una rete di opportunità e servizi possa battere il disagio sociale e la marginalità.

La meta è lo “stato finale desiderato” della città al 2015. Non una astratta, ma la concreta società locale di Pesaro che si prospetta e si proietta in un futuro possibile. “Pro-iettare” significa infatti progettare. In prima istanza si tratta dirappresentare un’espressione dell’idea, o la “visione”, di città. Una visione condivisa del futuro della città, una cornice innanzitutto conoscitiva e cognitiva che inquadri i punti di vista, le azioni e i diversi attori della città. La metà individuata è Pesaro 2015 città della qualità. Città della qualità è il tema unificante che è stato declinato all’interno di ciascuna area di policy. Città della qualità implica infatti obiettivi di qualità del lavoro, qualità della vita, qualità dell’ambiente fisico. Pesaro Città della qualità significa escludere uno sviluppo puramente quantitativo dell’economia, basato solo su indicatori di crescita quantitativa, sottolineando invece gli aspetti di sostenibilità, di uso equilibrato delle risorse e di convivenza sociale.

Con il Piano strategico la città di Prato ripensa gli obiettivi e gli strumenti del proprio sviluppo, analizza le trasformazioni urbane, culturali, sociali ed economiche, identifica le strategie e le azioni per orientare la comunità verso una visione condivisa. Si tratta di un processo creativo, in cui ciascun soggetto, portatore di una specifica definizione dei problemi, delle priorità e delle domande emergenti, potrà contribuire a costruire una visione della comunità locale, a ridefinirne cioè l’identità.

Sono ripresi i lavori del Piano Strategico della città. L’obbiettivo, dopo la sottoscrizione del “Patto per la Spezia 2012” nel dicembre 2004, è quello di implementarne la progettualità attraverso la riattivazione delle Commissioni di lavoro. Si farà il punto sullo stato di attuazione del Piano e si darà impulso ad un aggiornamento della progettualità nei vari ambiti. In particolare i lavori si focalizzeranno su alcune questioni chiave per il futuro della città: il tema del futuro della base navale e della dismissione di aree e strutture militari; la crescita e lo sviluppo dell’Università come polo di eccellenza e il nodo della nuova sede; lo sviluppo dell’area dell’ex scalo ferroviario di Valdellora, una grande trasformazione urbanistica destinata a cambiare in profondità la fisionomia dell’intera città.

Il Piano Strategico è un processo di elaborazione programmatica concertata orientato a generare quelle decisioni e quelle azioni che si considerano fondamentali per realizzare la visione del futuro desiderato dai principali agenti sociali e economici della città. L’obiettivo generale che si pone il Piano Strategico di Venezia è costruire, in un futuro vicino e misurabile, una città caratterizzata dall’alta qualità della vita dei suoi abitanti – nei suoi aspetti relazionali, lavorativi e culturali – e dall’alta qualità dei suoi assetti fisici e ambientali.