I soggetti istituzionali e professionali attivi sul territorio di Cremona si sono fatti da tempo promotori di un processo di riflessione su quale debba essere il destino della città sul piano economico, culturale e sociale. La ricchezza del territorio, nei suoi molteplici aspetti, non deve, infatti, togliere priorità all’importanza di capire quali siano le sfide da affrontare per il prossimo futuro.

Anche l’indagine realizzata nel 2005 dal Censis sul territorio cremonese ha messo in evidenza tale realtà. Scrivemmo, infatti, in quella occasione che la fotografia che l’indagine ci ha restituito non è molto diversa da quella delle altre province italiane economicamente mature e da quella che noi stessi del Censis abbiamo descritto in più riprese nel passato. Gli asset positivi del territorio si sostanziano negli alti valori del reddito pro capite, nei tassi di disoccupazione su valori fisiologici e in una capacità produttiva elevata. Di converso, i punti di debolezza rimangono quelli di sempre: una struttura produttiva relativamente debole, un isolamento geografico dovuto alla distanza dalle grandi direttrici di comunicazione e una cultura imprenditoriale tradizionale poco propensa al cambiamento. E’ possibile, in questo contesto, individuare una specificità della provincia e del comune che può costituire il punto di partenza per l’individuazione di un nuovo paradigma di sviluppo del territorio? Sicuramente l’evidenza dimostra che a Cremona non si riscontra la crisi dei soggetti intermedi che invece penalizza molte altre province dei nostri territori più vitali ma, anzi, una capacità di governo basata su scelte fortemente condivise dai diversi attori locali.

E’ importante che queste energie vitali che la città sa esprimere, aggiungiamo ora, non vengano dissipate ma valorizzate attraverso un processo in grado di identificare un percorso condiviso di intervento e che arrivi alla definizione di un piano strategico per la città.

A tal fine si è individuato un percorso di analisi che attraverso lo strumento dell’intervista diretta ai principali attori dello sviluppo locale intende prendere in esame e avviare una riflessione congiunta su:

- la necessità di ragionare su pochi temi selezionati di rilevanza strategica, di definire priorità e determinare le condizioni di possibili convergenze tra gli attori;

- la scelta di partire dalle risorse esistenti (specificità locali) valorizzandole e mettendole in rete per posizionarsi su segmenti particolari del mercato turistico, culturale, del tempo libero, e più in generale dell’offerta territoriale;

- la spinta ad individuare nuove opportunità di sviluppo economico e sociale, attraendo attività ad elevato valore aggiunto e forte tasso di crescita, capaci di garantire, in prospettiva, livelli soddisfacenti di reddito e di occupazione: creare condizioni di contesto favorevoli a nuove fasi di sviluppo e alla transizione verso nuovi modelli produttivi, in modo graduale e non dirompente, garantendo stabilità e coesione sociale;

- la disponibilità a promuovere partnership sulla base di accordi volontari, abbandonando logiche autoreferenziali o gerarchiche: aiutare i diversi attori locali a crescere e a mobilitarsi in vista di obiettivi comuni da cui possano derivare nuove chance di sviluppo;

- la necessità di raggiungere soglie dimensionali rilevanti, sia a livello dei singoli progetti che del sistema urbano e territoriale, per poter essere competitivi.

E’ stato a tal fine domandato agli 11 Assessori del Comune di Cremona e ai rappresentanti di alcune tra le più importanti organizzazioni e associazioni pubbliche e private del territorio:

a) Quali sono i progetti di rilevanza strategica per Cremona e il territorio circostante che il suo assessorato o la sua organizzazione segue promuove o gestisce? Specificarne: stato di avanzamento, soggetti coinvolti, costi, risultati attesi, criticità, obiettivi strategici e operativi.

b) Reputa che siano in grado di attirare nuove risorse per il territorio e eventualmente in che modo?

c) E’ a conoscenza di progetti di altri soggetti che a suo parere avranno un forte impatto sulle trasformazioni della città?

d) Più in generale, quali sono secondo Lei gli asset su cui Cremona dovrebbe puntare per cercare un nuovo equilibrio competitivo nel contesto economico in trasformazione?

e) Qual’è secondo Lei lo scenario verso cui Cremona dovrà puntare da qui ai prossimi 10 anni? attraverso la valorizzazione di quali risorse presenti sul territorio?

f) Qual’è la sua opinione sull’uso degli strumenti di pianificazione strategica per la città?